E adesso secondo voi cosa succede?

Visualizzazione post con etichetta proteste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta proteste. Mostra tutti i post

martedì 18 ottobre 2011

Legge Reale?

Penso che fra i frequentatori di questo blog praticamente nessuno apprezzi le proteste antisistema degli indignati. Certo, standard&poor's sono una banda di cattivoni, Lehman Bros era altrettanto spregiudicati (bastava vedere come parcheggiavano le biciclette i loro senior analysts torinesi...), però chi se la sente di dire che bisogna buttare a mare il capitalismo? Forse Bolax, quando investe in ETF...
Ora però, che per quattro idioti che bruciano le macchine a roma se ne faccia un dramma nazionale, mi pare eccessivo.  Più che altro i manifestanti dimostrano quanto noto, cioè che le FFOO italiane sono mal addestrate, mal coordinate, mal organizzate (e probabilmente invecchiate). Cosa sarebbe successo se Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza si fossero trovati in una situazione stile Banlieu parigina? O se la rivolta scoppiasse in forme aperte nel hinterland napoletano dove la gente è armata?
Invece che abolire la Guardia di Finanza e migliorare il coordinamento delle restanti FFOO e dei Servizi Segreti, i nostri politici cosa ti pensano, invece? Una legge speciale, l'inasprimento delle pene, dei controlli...
Cioè, per questi quattro cretini indignati, dobbiamo rimetterci noi tutti? Ma Vi ricordo che in Italia abbiamo ancora la necessità di mostrare una carta di identità per connetterci al wifi, perché magistrati paranoici e politici imbecilli temono il FAR WEST di Internet. Che dobbiamo registrare i nostri documenti alla polizia ogni volta che andiamo in albergo o siamo ospiti di amici per l'antiterrorismo...
Adesso ci mancava una nuova legge speciale, per creare nuovi obblighi inutili e inevadibili. Basta, per favore, basta. Facciamo piuttosto una colletta e ricompriamo le macchine degli sfortunati a cui le hanno bruciate!



giovedì 29 settembre 2011

noleggebavaglio (Che ci tocca fare!!)

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog? 
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

QUI l'articolo completo


@valigia blu - riproduzione consigliata




PS: Che ci tocca fare!